Descrizione
Dopo secoli di sospetto e stigmatizzazione il tatuaggio è oggi un linguaggio che attraversa classi sociali, generi e culture. Non è più soltanto ornamento o trasgressione: diventa “testo” identitario, memoria visibile del corpo e della sua storia. Il libro di Jacopo Bezzi invita a riscoprire il tatuaggio come eredità culturale e come forma di scrittura del sé.
Se, come sostengono molti studiosi, anche il corpo è un testo, allora ogni tatuaggio è una frase, un capitolo, una pagina di un archivio personale e collettivo. Tre casi studio guidano il lettore in questa prospettiva inedita: l’artista
italiano Stefano Mendeni, “scrittore della pelle”, che ha trasformato il proprio corpo auto-tatuato in un diario di storie e simboli della sua vita; Marco Giobini, una delle giovani voci emergenti nel panorama italiano del writing e del tatuaggio indipendente; e il lavoro del fotoreporter Edoardo Marangon in Ucraina, dove i tatuaggi dei soldati a Kiev e Kharkiv compongono un intenso “diario di guerra” inciso sulla pelle dei combattenti.
Un viaggio originale e sorprendente nel fenomeno del tatuaggio, per scoprire come il corpo possa diventare pagina, archivio e memoria.
Se, come sostengono molti studiosi, anche il corpo è un testo, allora ogni tatuaggio è una frase, un capitolo, una pagina di un archivio personale e collettivo. Tre casi studio guidano il lettore in questa prospettiva inedita: l’artista
italiano Stefano Mendeni, “scrittore della pelle”, che ha trasformato il proprio corpo auto-tatuato in un diario di storie e simboli della sua vita; Marco Giobini, una delle giovani voci emergenti nel panorama italiano del writing e del tatuaggio indipendente; e il lavoro del fotoreporter Edoardo Marangon in Ucraina, dove i tatuaggi dei soldati a Kiev e Kharkiv compongono un intenso “diario di guerra” inciso sulla pelle dei combattenti.
Un viaggio originale e sorprendente nel fenomeno del tatuaggio, per scoprire come il corpo possa diventare pagina, archivio e memoria.