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Il tatuaggio come archivio vivente
Cartografie del corpo e sua documentalità
di Jacopo Bezzi
- Libro
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Descrizione
Dopo secoli di sospetto e stigmatizzazione il tatuaggio è oggi un linguaggio che attraversa classi sociali, generi e culture. Non è più soltanto ornamento o trasgressione: diventa “testo” identitario, memoria visibile del corpo e della sua storia. Il libro di Jacopo Bezzi invita a riscoprire il tatuaggio come eredità culturale e come forma di scrittura del sé.
Se, come sostengono molti studiosi, anche il corpo è un testo, allora ogni tatuaggio è una frase, un capitolo, una pagina di un archivio personale e collettivo. Tre casi studio guidano il lettore in questa prospettiva inedita: l’artista
italiano Stefano Mendeni, “scrittore della pelle”, che ha trasformato il proprio corpo auto-tatuato in un diario di storie e simboli della sua vita; Marco Giobini, una delle giovani voci emergenti nel panorama italiano del writing e del tatuaggio indipendente; e il lavoro del fotoreporter Edoardo Marangon in Ucraina, dove i tatuaggi dei soldati a Kiev e Kharkiv compongono un intenso “diario di guerra” inciso sulla pelle dei combattenti.
Un viaggio originale e sorprendente nel fenomeno del tatuaggio, per scoprire come il corpo possa diventare pagina, archivio e memoria.
Se, come sostengono molti studiosi, anche il corpo è un testo, allora ogni tatuaggio è una frase, un capitolo, una pagina di un archivio personale e collettivo. Tre casi studio guidano il lettore in questa prospettiva inedita: l’artista
italiano Stefano Mendeni, “scrittore della pelle”, che ha trasformato il proprio corpo auto-tatuato in un diario di storie e simboli della sua vita; Marco Giobini, una delle giovani voci emergenti nel panorama italiano del writing e del tatuaggio indipendente; e il lavoro del fotoreporter Edoardo Marangon in Ucraina, dove i tatuaggi dei soldati a Kiev e Kharkiv compongono un intenso “diario di guerra” inciso sulla pelle dei combattenti.
Un viaggio originale e sorprendente nel fenomeno del tatuaggio, per scoprire come il corpo possa diventare pagina, archivio e memoria.
Autore
Prefazione
Collana
Editore
Editrice Bibliografica
Formato
Libro
Pubblicazione
04/2026
ISBN
9788893577168
Specifiche aggiuntive
Pagine
136
Jacopo Bezzi
Si forma come regista all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, dove è attualmente Direttore della Biblioteca e dell’Archivio storico. Parallelamente al percorso teatrale dedica i suoi studi alla biblioteconomia e all’archivistica, conseguendo il diploma presso la Scuola BAL - Beni Archivistici e Librari dell’Università “Sapienza” di Roma. Si occupa dell’ordinamento e inventariazione di
archivi storici e di persona. È stato redattore capo della rivista “Ridotto”, mensile di teatro e spettacolo presso la SIAD-Società Italiana Autori Drammatici, responsabile dell’ordinamento e catalogazione dell’Archivio storico e membro del comitato scientifico.
archivi storici e di persona. È stato redattore capo della rivista “Ridotto”, mensile di teatro e spettacolo presso la SIAD-Società Italiana Autori Drammatici, responsabile dell’ordinamento e catalogazione dell’Archivio storico e membro del comitato scientifico.
Prefazione
Gabriele Locatelli
È consigliere di amministrazione e responsabile dell’Area Archivi della Cooperativa CAeB di Milano. Da anni si occupa di progettare interventi su archivi di persona (tra cui Alda Merini, Gio Ponti, Felice Cavallotti, Carlo Levi e Giancarlo Vigorelli) e di enti (tra cui Pinacoteca di Brera, Piccolo Teatro di Milano, Touring club italiano, Acciaierie Falck, Comune di Monza, Università degli studi di Milano). Ha curato Chi ci salverà dall'idea di salvezza? Saggi scelti di Virgilio Dagnino (2013), Le mie lezioni ai maestri d'Italia e altri scritti di Giuseppina Pizzigoni (2022) ed è autore di diversi saggi su lavori archivistici. Al momento è direttore dei lavori sull'Archivio della Giunta di Regione Lombardia, curatore dell'Archivio storico di Opera Pizzigoni, membro del Direttivo della Fondazione Vittorino Colombo, presidente di ANAI Lombardia, direttore scientifico della Sezione Archivi del Convegno delle Stelline, membro del Comitato scientifico di UCID Milano. Condivide con Lorenzo Pezzica la Direzione scientifica di In Archivio del Convegno delle Stelline.
Lorenzo Pezzica
Insegna Memoria e archivi digitali al Master in Public Digital History dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Come archivista lavora presso la Fondazione Carlo Maria Martini. È consulente della cooperativa CAeB di Milano e collabora con il Centro studi libertari - Archivio Giuseppe Pinelli di Milano. È Presidente di ANAI – Associazione nazionale archivistica italiana – Sezione Lombardia e membro del comitato scientifico dell’Associazione italiana Public History (AIPH). Autore di saggi archivistici e storici, ha pubblicato: Anarchiche. Donne ribelli del Novecento (2013); Vivere il tempo della Grande guerra. Bergamo durante e dopo la Prima guerra mondiale (2016); Le magnifiche ribelli 1917-1921 (2017).
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Prima di essere pubblicato, dovrà essere approvato dalla redazione.
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